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Pensione di cittadinanza 2019 come e quanto?

Pensione di cittadinanza 2019 come e quanto sarà erogato?

Lavori in corso al Governo per la definizione delle misure da inserire nella Legge di Bilancio 2019. Tra queste la pensione e il reddito di cittadinanza. La determinazione dell’importo erogabile a titolo di pensione di cittadinanza viene effettuata in base alla soglia di rischio di povertà, individuata dall’attuale Governo in 780 euro mensili, tenendo conto sia del reddito percepito nel singolo periodo d’imposta che del patrimonio facente capo al soggetto richiedente. Si tratta di una misura di solidarietà “forte”, mirata a puntellare il sistema pensionistico e di sostegno previdenziale ai più deboli, imposta da una situazione di grave crisi del sistema stesso.

La proposta attualmente in discussione prevede dunque una integrazione per i pensionati che hanno un assegno inferiore ai 780,00 euro mensili, secondo i medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza, parametrata sulla base della scala OCSE per i nuclei familiari più numerosi.

Le relative quote di reddito soglia attualmente ipotizzabili fanno riferimento ad un provvedimento depositato nel 2013 dal Movimento 5 Stelle in riferimento alla misura gemella, rappresentata dal reddito di cittadinanza:

  • per 2 componenti (genitore solo) 1.014 euro;
  • per 2 componenti: 1.170 euro;
  • per 3 componenti (genitore solo): 1.248 euro;
  • per 3 componenti 1.404 euro;
  • per 4 componenti (genitore solo) 1.482 euro;
  • per 4 componenti: 1.630 euro;
  • per 5 componenti (genitore solo) 1.716 euro;
  • per 5 componenti 1.872 euro.

Ricongiunzione pensioni dal 1 dicembre solo istanze telematiche

Fonti di finanziamento – Si tratta di una misura certamente onerosa, il cui finanziamento prevede l’utilizzo di misure che dovrebbero includere, tra l’altro, il ricalcolo, a partire dall’1 gennaio 2019, delle cosiddette pensioni d’oro (proposta di legge n. 1071 Camera dei deputati).

In particolare, il ricalcolo andrebbe effettuato sulle quote retributive del reddito pensionistico complessivo lordo superiore a 90.000 euro annui. Contestualmente viene prevista una clausola di salvaguardia, quale correttivo degli effetti di applicazione del ricalcolo, in assenza della quale la riduzione della quota contributiva potrebbe portare l’ammontare dei trattamenti pensionistici o degli assegni vitalizi incisi, ovvero quelli di consistenza pari o superiore a 4.500 euro netti mensili, al di sotto di altri trattamenti la cui cifra complessiva netta mensile sia di poco al di sotto dei 4.500 euro netti mensili. Pertanto in nessun caso il totale netto può scendere al di sotto di questo valore.

La rideterminazione viene effettuata in base alla differenza tra età anagrafica effettiva del pensionamento ed età anagrafica definita dalla normativa vigente per le pensioni future, con riferimento:

  • ai trattamenti pensionistici futuri;
  • alle pensioni già erogate per il periodo dal 1° gennaio 1996 (anno di entrata in vigore del sistema contributivo) al 31 dicembre 2018;
  • ai trattamenti pensionistici antecedenti al 1° gennaio 1996, calcolati con il sistema retributivo.

Le modalità di attuazione e gestione del richiamato Fondo sarà comunque demandata ad un apposito decreto interministeriale, da emanarsi entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore del provvedimento in esame.

Pensione di cittadinanza a regime dal 2019

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