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Pace fiscale saldo e stralcio delle cartelle con tre aliquote

Pace fiscale saldo e stralcio delle cartelle con tre aliquote

Dichiarazione integrativa speciale con la cancellazione dello scudo penale e il saldo e stralcio delle cartelle per le persone meno abbienti con aliquota al 6 al 10 e 25%

Rottamazione cartelleE’ finalmente arrivata la “pace” tra i rappresentanti politici delle forze di maggioranza e, conseguentemente, anche la pace fiscale. Il Consiglio dei Ministri riunito sabato scorso ha “ritoccato” il decreto collegato eliminando i “passaggi” che la “manina” aveva misteriosamente aggiunto.

In pratica la presentazione della dichiarazione integrativa speciale non assicurerà più la copertura penale per gli eventuali “delitti” commessi.
Inoltre non potranno più essere regolarizzati, mediante l’integrazione, la mancata denuncia di beni e ricchezze detenute all’estero. Non potranno così essere più regolarizzate le eventuali omissioni dei componenti che avrebbero dovuto essere indicati, tra l’altro, nel quadro RW. Inoltre l’integrazione non sarà possibile neppure per ciò che riguarda le imposte dovute per gli immobili ubicati all’estero e le imposte dovute sulle attività finanziarie, cioè, rispettivamente, l’IVIE e l’IVAFE.

Sul fronte penale, come detto, lo scudo non opererà neppure per i reati di dichiarazione infedele, omesso versamento dell’Iva, oltre la soglia di punibilità, e delle ritenute. In realtà ai fini Iva il problema non si poneva neppure nel “vecchio” testo. L’esistenza del doppio limite di 100.000 euro, e del 30% del dichiarato, non avrebbe mai consentito il raggiungimento della soglia di 150.000 che integra l’ipotesi di reato per le violazioni Iva.

E’ stata anche eliminata la “protezione” penale dai reati di riciclaggio ed autoriciclaggio. Sono state così cancellate tutte le esimenti penali.
In realtà dal Consiglio dei Ministri di sabato sono emerse ulteriori indicazioni che daranno luogo a numerose modifiche nel corso dell’iter parlamentare di approvazione del decreto legge collegato. Le forze politiche hanno osservato che nel decreto manca un punto fondamentale promesso agli elettori del “contratto” di Governo. Si tratta del c.d. “saldo e stralcio” delle cartelle di pagamento per gli imprenditori e le famiglie che si trovano in evidenti difficoltà economiche. La somma complessiva da pagare, rispetto al debito risultante dalla cartella ricevuta dai contribuenti in difficoltà sarà pari, a seconda dei casi, al 6, al 10 o al 25%.

In realtà il problema maggiore sarà rappresentato dalla valutazione delle condizioni di difficoltà economica degli imprenditori e della famiglie. In quest’ultimo caso il ruolo che assumerà l’indicatore ISEE sarà fondamentale. Dovrebbero operare congiuntamente anche più indicatori.

In primis si terrà conto per tutti i soggetti, siano o meno esercenti un’attività d’impresa, dell’indicatore della situazione reddituale rilevabile dall’ISEE relativo al nucleo familiare. Questo indicatore, per fruire del c.d. “saldo e stralcio” non potrà superare la soglia di 30.000 euro. E’ previsto, però un altro requisito a seconda dell’importo netto che residuerà al contribuente dopo aver effettuato il pagamento. In pratica se per pagare il debito resterà in tasca al contribuente un importo inferiore a 9.370 euro, sarà possibile accedereal “saldo e stralcio”. Nel calcolo dell’indicatore si terrà conto della circostanza che sulla casa destinata ad abitazione sussiste il peso di un mutuo con la relativa iscrizione dell’ipoteca. Saranno poi previste almeno due deroghenel senso che saranno ammessi in alcuni casi al beneficio anche i contribuenti che raggiungono un valore dell’indicatore ISEE fino a 40.000 euro o 60.000 euro. Il primo caso dovrebbe riguardare se il debitore è solo ed ha a carico un figlio minore. Il secondo caso se il debitore o un suo congiunto è affetto da una grave malattia.

Per le imprese è previsto anche l’utilizzo di ulteriori indicatori. Le società potranno avvalersi del beneficio se i debiti complessivi sono superiori al 20% del valore della produzione. Inoltre l’indice di liquidità al 31 dicembre del 2018 non dovrà superare lo 0,8%. Se l’indice sarà inferiore allo 0,3 si pagherà il 6% del debito complessivo; se l’indice è compreso tra tale valore e dello 0,3 e lo 0,6 si pagherà il 10%; invece se l’indice è compreso tra lo 0,6 e lo 0,8 si pagherà il 25% della somma complessiva.

La stessa gradazione si applicherà alle persone fisiche per il valore ISEE di 15.000 euro si pagherà il 15%, da 15.000 a 22.000 euro si pagherà il 10%, e oltre tale soglia il 25%.

Il “saldo e stralcio” richiede la regolare presentazione delle dichiarazioni dei redditi e riguarda coloro che nel corso degli anni non sono riusciti a saldare il conto con il fisco. Sarà anche previsto il beneficio della rateazione con la possibilità di pagare in 10 rate mensili.

Per il resto, a parte l’eliminazione dello “scudo” per le violazioni penali, il testo del decreto dovrebbe essere rimasto pressoché immutato con la possibilità di beneficiare della presentazione della dichiarazione integrativa speciale.

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